ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE
COMUNICATO STAMPA
IL GOVERNO ROTTAMA LA GIUSTIZIA CIVILE
ULTIM 'ORA: Gli emendamenti presentati dal Governo al codice di procedura civile e inseriti nella manovra in corso di approvazione trasformano il processo civile in una vera e propria corsa ad ostacoli: la rottamazione della giustizia civile è dietro l'angolo.
I punti più importanti, dopo una rapida lettura:
- le linee programmatiche sulla gestione del contenzioso;
- possibilità di nomina di un ausiliario che redige una proposta di decisione da notificare alle parti: se queste la accettano e il giudice la condivide, emette decreto. Con liquidazione delle spese. Diversamente va a decisione: se questa coincide con la proposta dell’ausiliario, la parte, anche se vittoriosa, paga le spese di questi e un ulteriore importo corrispondente al CU.
- Assunzione della prova testimoniale davanti al Cancelliere ( il cui costo graverà sulle parti)!
- Motivazione breve: come ulteriore possibilità il giudice può decidere con motivazione breve. Questa diventa definitiva se entro 15 gg. la parte non chiede la sentenza estesa, pagando i diritti di impugnazione (C.U che la stessa legge aumenta del 50% per le impugnazioni)
- Viene sanzionata con una pena pecuniaria l’inammissibilità delle inibitorie richieste in appello e in Cassazione;
- il CU aumenta del 50% per le impugnazioni e ad € 500,00 per la Cassazione
"La proposta del governo per ridurre il contenzioso nella giustizia civile è una vera follia. Speriamo sia l’ennesimo refuso". Lo ha dichiarato il Segretario Generale Anf, Ester Perifano, alla notizia degli emendamenti al Codice di procedura civile inseriti nella manovra in corso di approvazione al Senato. "Si stanno creando delle sezioni stralcio mascherate - ha continuato Perifano - senza nessuna garanzia sulla qualità dei soggetti coinvolti e caricando tutti i costi sui cittadini. Si costringono infatti le parti a pagare qualunque cosa: dalle le motivazioni delle sentenze ai cancellieri che assumono le prove".
"L’estensione della possibilità di conciliazione “endoprocessuale” - ha continuato il Segretario - non da alcuna garanzia sulla deflazione del contenzioso e, invece, assicura un'ulteriore consistente aumento dei costi. Il tutto produce, di fatto, l’ennesimo rito processuale civile. Dovremmo essere ormai al ventiquattresimo, alla faccia della semplificazione e della riduzione dei riti sulla quale il Governo aveva dichiarato di voler puntare appena un anno fa".
"Quella imboccata è l’ennesima scorciatoia - ha concluso - che non produrrà nulla di buono e anzi rischia di creare ulteriore caos nella nostra giurisdizione".





